Presentato a Cuneo il libro "Le choix des couleurs"

venerdì 2 dicembre 2011

CUNEO - Nellʼambito del progetto “Migrazioni e memoria dalle Alpi del Mare al Mediterraneo” si è svolto venerdì a Cuneo presso il Circolo “Caprissi” un incontro promosso da “Gli Spigolatori” in collaborazione con il Comune di Cuneo e con Alliance Française alla scoperta dei profondi legami fra la Costa Azzurra e il Piemonte meridionale. Lʼincontro è stato organizzato da Ivonne Fracassetti Brondino che ha introdotto la serata in cui Louis-Gilles Pairault, direttore degli Archivi di Nizza, ha presentato il suo romanzo “Le choix des couleurs”. Si tratta della storia di due fratelli, Flavio e Giulio, divisi dallʼannessione di Nizza alla Francia. Una storia paradigmatica perchè riassume un particolare momento socio-politico che coinvolse lʼintera popolazione nizzarda, vale a dire lʼannessione di Nizza alla Francia nel 1860, una scelta, che, fra lʼaltro, suscitò le ire di Giuseppe Garibaldi, anche lui nizzardo, assai critico sulle modalità con cui venne proposto alla popolazione il plebiscito: in sostanza veniva favorita la scelta annessionista. Pairault ha dialogato con lo storico dellʼUniversità di Torino, Giovanni Carpinelli, ponendo lʼaccento sul particolare momento storico che si inserisce nellʼepopea risorgimentale. In sostanza, pur sottraendo unʼimportante città alla nascente Italia, i Savoia si garantirono lʼappoggio dei francesi per unʼepopea che, vista dallʼesterno, più che una guerra dʼindipendenza, poteva apparire come una guerra di conquista. Dal confronto, grazie anche alle approfondite ricerche storiche presentate, è emerso come Nizza non sia, in realtà, mai stata culturalmente italiana, semmai il vero legame storico di Nizza è con i Savoia, una dinastia che compì apertamente la scelta di aderire allʼidea dellʼItalia unita soltanto con Vittorio Emanuele II. Questo non toglie che ci furono molte resistenze allʼannessione con la Francia proprio perchè il Nizzardo aveva tutte le caratteristiche delle zone di confine non necessariamente caratterizzate sia per lingua, sia per cultura, sia per tradizione, in una o nellʼaltra Nazione. I due fratelli, però, rappresentano gli aspetti di una scelta ideale: da una parte il fascino suscitato dallʼimperatore e, quindi, dalla Francia come stato consolidato, dallʼaltra il sentimento risorgimentale esercitato da Giuseppe Garibaldi e dal suo sogno sulla nuova Italia. Non a caso entrambi combatterino nella Seconda guerra dʼIndipendenza e uno partecipò alla spedizione dei Mille.