Si è concluso il 31 gennaio il concorso "Migrazioni e memoria dalle Alpi del Mare al Mediterraneo", che l’associazione culturale monregalese Gli Spigolatori aveva bandito la primavera scorsa in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per ricordare un avvenimento strettamente collegato, l’annessione di Nizza alla Francia.
Com’è noto, il concorso promosso dagli Spigolatori mirava a raccogliere sia testimonianze di migrazioni familiari verso altre terre, sia racconti di migrazioni odierne verso l’Italia, vissute in prima persona o in maniera indiretta. Il nostro territorio transfrontaliero, infatti, è sempre stato caratterizzato dalla mobilità, dagli scambi, dalle migrazioni che hanno creato, al di qua e al di là delle Alpi, una micro-regione europea all’interno dell’euroregione Alpi-Mediterraneo. Non solo, questa nostra mobilità ha spesso varcato i limiti della terra ferma e ha raggiunto la sponda sud del Mediterraneo, che oggi viene così intensamente attraversato dalle popolazioni africane.
Rivolto sia agli studenti delle Scuole Superiori sia agli adulti, il concorso ha riscosso un buon successo soprattutto fra i lettori di Provincia Granda, mentre la risposta delle scuole è stata molto scarsa.
La commissione giudicatrice, presieduta da Claudio Bo e composta da Remigio Bertolino, Giuliana Bagnasco, Piergiorgia Oderda, ha apprezzato la buona qualità dei testi, la varietà tematica, le capacità di ambientazione e documentazione storica, selezionando, tra gli elaborati pervenuti, i seguenti autori:
Maria Castagnino (Mondovì), Maria Ferrero (Mondovì), Ramona Ghigo (Bagnasco), Paola Prucca (Mondovì), Franco Rizzo (Torino), Marita Rosa (Margarita), Livia Barbero Ruffino (Monastero Vasco), Giovanni Battista Rulfi (Villanova Mondovì), Manuela Zanotti (Mondovì).
Per la sezione Studenti è stato ritenuto meritevole: Marco Botto (Istituto Alberghiero di Dronero).
I testi dei vincitori del concorso saranno pubblicati in un apposito libro edito dagli Spigolatori, che verrà presentato al pubblico alla fine di marzo. L’associazione culturale monregalese si dichiara soddisfatta dei risultati ottenuti. "La varietà delle testimonianze raccolte salva memorie molto interessanti, memorie familiari, certo, che tuttavia delineano periodi, situazioni, ambienti che sarebbe un vero delitto andassero dimenticati" commenta il presidente della giuria Claudio Bo. "Ma sono convinto che questo lavoro offrirà motivi di riflessione a quanti lo leggeranno, contribuendo, si spera, all’erosione dei confini soprattutto mentali che ancora impediscono una serena convivenza nell’euroregione Alpi-Mediterraneo."