I giovani sono il vero “nodo” della società moderna, esclusi spesso dal ciclo produttivo, trattati come adulti a responsabilità limitata, si trovano a non poter esprimere neppure un potenziale culturale, il dirompente emergere delle loro idee che era stato in passato la vera prerogativa delle generazioni emergenti.
Si tratta di una spaventosa violenza fatta ai giovani, ma anche di un errore spaventoso perchè una società che non investe sui giovani nega a se stessa il futuro.
Si tratta di un tema ampiamente dibattuto, ma spesso si ignora un aspetto a questo collegato: la marginalità in cui vengono relegate le proposte culturali dei giovani.
Infatti assistiamo spesso a paradigmi culturali definiti “giovani”, ma in realtà proposti da circuiti condizionati dai media e dalla pubblicità, con un linguaggio volutamente semplificato e impoverito. Vengono così escluse e ignorate le produzioni più interessanti, più innovative, più originali.
Credo che su questo si possa aprire un dibattito, in linea, fra l'altro, con un sito di un'associazione culturale.