SPIGOLATORI DI NAPOLI
La grande mostra “Dalla Sicilia al Piemonte nella pittura di Edmondo Di Napoli”, organizzata dalla città di Mondovì nello scorso mese di settembre per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, ha avuto un degno epilogo venerdì scorso, grazie all’associazione Gli Spigolatori e all’attiva collaborazione della famiglia Di Napoli.
È stato infatti presentato, nella Sala Conferenze del Museo della Ceramica, il catalogo della mostra, che all’epoca non era ancora pronto. Il percorso d’ingresso alla sala era per l’occasione scandito da alcuni dei dipinti che il celebre pittore napoletano, molto conosciuto e apprezzato anche a Mondovì, aveva presentato in Palazzo di Città a settembre: non poteva esserci introduzione migliore all’incontro, che è stato condotto da Claudio Bo e Remigio Bertolino.
Il catalogo, realizzato da Alma Tipografica, è stato curato dalla Biblioteca Civica di Mondovì, con la felice intuizione di affiancare, ai quadri scelti, una breve storia post-unitaria delle venti regioni italiane. L’analisi dell’opera pittorica di Edmondo Di Napoli è stata condotta da Bertolino con la competenza del critico d’arte e la finezza del poeta, e il suo cuore monregalese si è soffermato sul grande quadro raffigurante Piazza Maggiore, scelto in catalogo per rappresentare il Piemonte. Ai presenti è stato quindi offerto dallo stesso Bertolino e da Claudio Bo un “viaggio” attraverso le regioni italiane, grazie a poesie dialettali di nomi altisonanti quali Tessa, Marin, Pasolini, Luzi, e all’elegante commento musicale, sempre in chiave regionale, del maestro Bruno Baudissone.
DREA
Diventano sempre più interessanti gli incontri proposti dall’associazione monregalese Gli Spigolatori. Lo ha riconosciuto l’assessore alla Cultura del Comune di Mondovì, Giancarlo Battaglio, che era presente, come di consueto, sabato 3 dicembre nella Sala Conferenze del Museo della Ceramica: “Gli Spigolatori sono un punto fondamentale della vita culturale monregalese.”
In effetti la presentazione di “Drea”, romanzo storico di Adriano Basso, Stefania Demartini, Franco Paolo Oliveri, edizioni Loffredo, ha coinvolto, intrigato, divertito i presenti, trasportati non soltanto in un romanzo d’avventura ambientato alla fine del Settecento, ma all’interno della vita e della gioventù degli stessi autori e di Claudio Bo, che li presentava e che con loro condivise la vita studentesca a Genova negli anni Settanta.
Scrivere un romanzo, per di più storico, a sei mani è un’impresa temeraria. Eppure i tre ci sono riusciti, ponendo alla base del lavoro, durato quattro anni, una lunga ricerca storica e ambientale e sfruttando le potenzialità offerte dal computer e dalla posta elettronica. Dai passaggi continui tra gli autori, conditi ovviamente di discussioni, tensioni, baruffe - “un magma lavico”, come l’ha definito Oliveri – è scaturita quest’opera che affascina per il contenuto avventuroso, per la struttura veloce, per i suoi personaggi capaci di far vivere al lettore l’ambiente denso di trasformazioni dell’età dei Lumi e dell’epoca napoleonica.
La particolarità di questo romanzo consiste nel fatto che gli autori si sono divertiti a rivestire di panni e vicende settecentesche molti dei loro amici, fra cui lo stesso Claudio Bo e suo figlio Giacomo. Un modo per dare corpo, sangue, sentimenti a personaggi che poi, come avviene in ogni creazione letteraria, vivono di vita propria. Ma sabato scorso, sullo sfondo delle musiche di Bruno Baudissone, come sempre maestro nell’associare a luoghi ed eventi i suoi commenti musicali, la vita vera irrompeva di continuo nella sala del Museo, facendo intuire agli ascoltatori la potenza di un’amicizia che dura da una vita, la bellezza di ricordi condivisi, il conforto di ritrovarsi, dopo tanti anni, forti, vitali, creativi anche grazie a quel passato condiviso.
PICCOLI CUORI IN PROVINCIA GRANDA
Un pubblico folto e un’atmosfera di simpatia e di partecipazione hanno circondato Nicola Duberti, venerdì scorso, nella Sala Conferenze del Museo della Ceramica a Mondovì, in occasione della presentazione, organizzata dagli Spigolatori, del suo romanzo “Piccoli cuori in provincia granda”, edizioni Primalpe. Poeta e scrittore, grande esperto di dialetti piemontesi, Duberti ha fatto nella sua vita tanti lavori, ma, come afferma nella quarta di copertina del suo libro, quello che gli riesce meglio è l’insegnante di scuola media.
Ed è stata molto interessante, dopo l’approfondita analisi critica del romanzo condotta da Giuliana Bagnasco, la conversazione tra l’insegnante Duberti e il giornalista Claudio Bo, che conduceva l’incontro. Gli adolescenti di una seconda media protagonisti del romanzo, che è ambientato tra Crava e Magliano, possono infatti stupire il cronista abituato a registrare immagini negative dei giovani d’oggi, perché il libro parla di ragazzi consapevoli di sé e degli altri, ragazzi che coltivano valori come l’amicizia e l’accettazione del diverso, quei valori che il mondo adulto non sa più capire né tanto meno trasmettere.
Sollecitato da Claudio Bo, Duberti ha spiegato come i suoi personaggi, che non esistono tali e quali nella realtà, siano comunque realistici, perché ciascuno di loro assomma in sé caratteristiche di varie persone davvero esistenti. Tant’è vero che qualcuno dei colleghi e degli ex allievi potrà riconoscersi in certe pagine. Interessante è anche il doppio registro stilistico del romanzo, che miscela lingua italiana e momenti di poesia alla lingua dialettale e gergale degli allievi e di altri protagonisti.
Proprio la riproduzione del linguaggio giovanile aveva creato a Duberti problemi con altre case editrici, che l’avevano ritenuto non corrispondente alla realtà. Ma lo scrittore, che si porgeva venerdì agli ascoltatori con timidezza e quasi con ritrosia, si era troppo affezionato ai suoi personaggi, e non se l’è sentita di cestinare questo romanzo, come pure aveva già fatto, ipercritico, con altri. Per fortuna, perché questo libro è caratterizzato, come ha fatto rilevare Bo, da una grossa ricerca di umanità e da una mancanza totale di ideologizzazione, pur nell’attualità rischiosa dei tanti temi affrontati. I giovani protagonisti aprono il cuore di chi legge alla speranza sul loro futuro, e di questo si deve dire grazie a Duberti, che è un insegnante davvero capace di comprendere i suoi ragazzi e di educarli, ma è contemporaneamente uno scrittore abile nel raccontare queste sue esperienze condividendole con i lettori.
VIJÀ SPIGOLATORI 2011
Quanto è bello ritrovarsi fra tanti amici ad ascoltare parole di poesia e buona musica. Ed è stata davvero una serena festa tra amici la vijà di Natale proposta giovedì scorso dagli Spigolatori nella Sala Convegni del Museo della Ceramica a Mondovì Piazza. Per l’occasione Claudio Bo ha ripresentato, coadiuvato da Giuliana Bagnasco e Fernanda Fulcheri, il suo libro “Il Natale di Giacomo”, che prende il titolo da uno dei racconti che lo compongono, forse il più importante, di sicuro il più sentito. Ed è stato commovente ascoltare questo padre parlare del suo bambino e del mondo fantastico di un’anima fanciulla che decide con l’immaginazione l’esistenza delle cose. All’atmosfera d’incanto creata dalle letture si alternavano le suggestive musiche natalizie di Bruno e Alberto Baudissone. Poi è intervenuto Barbafiore, che ha regalato agli ascoltatori il divertimento dei suoi geniali Viragalèt e dei suoi versi, lieti e malinconici ad un tempo.
La serata, durante la quale è stato donato ai soci il tradizionale Almanacco, che per il 2012 propone foto floreali e haiku, si è conclusa in allegria con paste di meliga, panettone, cioccolata calda e alcune bottiglie di vino offerte dagli Amici di Piazza.